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Categoria: Generale
L'ambivalenza dei mezzi della comunicazione sociale 09:20 - 12 Marzo 2007

I mass media «hanno apportato grandi benefici alla civiltà». Ma possono essere anche «distruttivi» per le famiglie. L’ambivalenza dei mezzi della comunicazione sociale è stata sottolineata da Benedetto XVI

nel discorso di alcuni giorni fa rivolto ai membri dell’assemblea plenaria del Pontificio Consiglio che si occupa di questo settore, ricevuti in udienza nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico.
Un accenno particolare il Pontefice lo ha riservato a Internet. La rete mondiale «ha aperto la possibilità di accedere ad un mondo di conoscenze che prima era inaccessibile o difficilmente accessibile a molti». Contributi, questi, al bene comune, che «vanno lodati ed incoraggiati». D’altro canto, ha avvertito però Papa Ratzinger, «molto di ciò che viene trasmesso in varie forme nelle case di milioni di persone nel mondo è distruttivo». In tale contesto, la Chiesa «genera speranza» dirigendo «la luce di Cristo su queste ombre». Una luce che tutti siamo incoraggiati a tenere accesa a casa, a scuola come anche nella società.
Al termine dell’udienza – dopo l’indirizzo di saluto rivoltogli a nome dei membri della plenaria da monsignor John Foley, presidente del Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali – Benedetto XVI ha rivolto un nuovo appello ai «leader dell’industria dei media, affinché raccomandino ai produttori di salvaguardare il bene comune, di sostenere la dignità umana e di promuovere il rispetto per i bisogni della famiglia». Ricordando, infine, il proprio recente messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni, il Pontefice ha invitato a tenere in massimo conto l’educazione dei bambini e dei giovani alle vie de lla bellezza, della verità e della bontà. Anche attraverso i media, naturalmente. Da "Avvenire" di sabato 10 marzo 2007.



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